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Risparmio energetico

Risparmio energetico

Sgravio fiscale per gli Hotel del bacino termale Euganeo

Premessa

L’effetto congiunto di leggi, normative e circolari, infatti, ha equiparato il sistema di riscaldamento da fonte termale, ad un impianto di teleriscaldamento. Ciò significa che, di fatto, tutti gli hotel del bacino termale Euganeo posso potenzialmente godere di questa agevolazione.

Cosa Fare

Una volta accertati i requisiti degli impianti, BluTechnologies ha la possibilità in primis di fornire la documentazione fiscale da inoltrare all’Agenzia dell’Entrate e, a seguito della risposta ricevuta, procedere all’installazione degli apparati di misurazione MID, che consentiranno il monitoraggio dell’intero sistema.

Quanto Costa

Il sopralluogo per l’analisi degli impianti e quanto sopra descritto non implicano nessun costo e nessun obbligo.

Conclusione

Se è vero che il primo guadagno è il risparmio, credo proprio valga la pena investire un po’ di tempo per approfondire la questione.

Informatica, Reti, Risparmio energetico, Servizi, Tecnologia

Ericsson e gli smart robot

Da poco Ericsson ha festeggiato i suoi 100 anni di storia in Italia. E nell’evento milanese sono state presentate demo del 5G: questa nuova tecnologia di tramissione applicata alla robotica, alla musica connessa, al VRGaming e all’automazione industriale.

Ericsson Smart System per smart robot
La demo è il risultato di un progetto in collaborazione con IIT, un’iniziativa che ha lo scopo di comprendere i benefici che la robotica trarrà dalla rete 5G. Il robot iCub cammina e interagisce con alcuni oggetti controllato in remoto da un operatore umano dotato di Oculus e relativi controller. L’operatore vede tramite gli occhi del robot e il robot imita tutti i suoi movimenti in tempo reale. Le performance del robot sono rese possibili grazie all’infrastruttura di rete 5G che IIT ed Ericsson stanno sperimentando per l’assistenza sanitaria remota per mezzo di dispositivi robotici come robot chirurgici e sistemi diagnostici e terapeutici robotici.

Musica Connessa
Grazie al 5G, musicisti localizzati in luoghi diversi avranno la possibilità di suonare in tempo reale. Durante la demo i componenti della band, situati su due piani diversi, hanno dimostrato in modo pratico e reale come sia davvero possibile, grazie alla bassa latenza del 5G, sincronizzare una cosa cosi complessa come la musica. Il progetto si chiama Music Connect.

Realtà virtuale
La rete 5G è stata usata per una dimostrazione riguardante il futuro della realtà virtuale. Le applicazioni di realtà virtuale sono già oggi capaci di portare innovazione in molti settori tra cui il turismo, la sanità e il gaming. Il 5G grazie alla velocità di trasmissione dei dati, alla bassa latenza e al risparmio energetico, consentirà lo sviluppo di queste applicazioni offrendo un’esperienza immersiva mai vista prima.

Automazione Industriale
La tecnologia 5G consente di ottimizzare il processo produttivo, di rilevare tempestivamente i problemi di qualità per prevenire i difetti e di apportare miglioramenti continui, mentre si svolgono attività di manutenzione predittiva e preventiva. La collaborazione tra Ericsson e Comau ha dimostrato come un sistema robotico intelligente sia in grado di svolgere varie attività, tra cui assemblaggio, gestione e confezionamento, utilizzando la tecnologia 5G per la connettività e il coordinamento tra robot/sensore e il remote controller nel cloud.

 

Fonte: Repubblica/Tecnologia

Risparmio energetico, Servizi, Tecnologia

Aquiloni sottomarini per produrre energia sfruttando la Luna

L’energia marina proviene da due fonti: le onde, formate dall’azione del vento, e le maree, generate dall’attrazione gravitazionale della Luna e del Sole. Il vantaggio delle maree è che, diversamente dal vento e dalle onde, sono prevedibili, rappresentando quindi una fonte ecologica e affidabile. L’azienda svedese Minesto ha sviluppato un nuovo sistema per la produzione di energia dalle maree, basato sulla tecnologia Deep Green, che sfrutta bizzarri aquiloni marini per generare energia.

Questa soluzione rivoluzionaria consente di installare impianti in ambienti nei quali nessuna altra tecnologia attualmente conosciuta può funzionare in maniera efficiente, aumentando il numero di luoghi nei quali è possibile installare centrali mareomotrici.

La tecnologia Deep Green

La tecnologia Deep Green converte l’energia delle maree in elettricità mediante un elemento particolare: aquiloni sottomariniL’aquilone è composto dalla vela, da una turbina e da un generatore, ed è legato con una corda a un punto fisso sul fondo dell’oceano. La velocità dell‘aquilone determina la velocità del flusso d’acqua in entrata nella turbina. L’elettricità viene trasmessa a riva attraverso un cavo di potenza che corre dentro la corda di fissaggio.

“La peculiarità della nostra tecnologia sta nella capacità di ricavare energia a costi bassi da correnti a bassa velocità,” spiega Arne Quappen, Development Manager di Minesto. “Le soluzioni dei nostri concorrenti operano a una velocità di 2,5 metri al secondo, mentre noi riusciamo a sfruttare flussi di marea con velocità comprese fra 1,5 e 2 metri al secondo. Altri inconvenienti degli impianti della concorrenza sono le dimensioni più grandi, il peso maggiore e la difficoltà di installazione,” aggiunge.

La tecnologia sviluppata da Minesto è leggera e compatta rispetto alle proposte alternative per ricavare energia dalle maree, favorendo una riduzione dei costi di materiali, trasporto, installazione, servizio, manutenzione e smontaggio.

I prototipi di aquiloni

Minesto sviluppa e collauda i prototipi dei suoi aquiloni prima di andare in produzione. “Il nostro obiettivo è realizzare un progetto solido e affidabile dell’aquilone, che possa essere successivamente adattato alle esigenze di ciascun cliente,” dice Quappen. “Operando come società di sviluppo, abbiamo un’interazione frequente e intensa con potenziali clienti per raccogliere i loro requisiti e implementarli nei nostri prodotti commerciali.”

Qualche dettaglio in più su Minesto

Minesto, con sede a Goteborg in Svezia, costituita nel 2007, sviluppa tecnologie per una nuova tipologia di centrali mareomotrici. Dopo aver validato la fattibilità e la sostenibilità economica dei suoi progetti, Minesto è stata selezionata dal Carbon Trust per partecipare al programma Marine Energy Accelerator. Minesto ha ricevuto dal Carbon Trust 350.000 sterline per mettere in funzione il primo prototipo dell’aquilone sottomarino Deep Green. Il programma Carbon Trust sostiene le aziende che propongono i progetti più promettenti nell’ambito delle energie alternative. Oltre all’efficienza energetica, le centrali Deep Green sono perfettamente compatibili con l’ambiente e non interferiscono con l’ecosistema marino.

 

Fonte: The Next Tech

Risparmio energetico, Servizi, Tecnologia

Graded investe 3,2 milioni di euro in 5 progetti energetici a impatto zero

Graded, società napoletana attiva da 60 anni nel mercato della progettazione, realizzazione, installazione e gestione di impianti tecnologici e di produzione di energia da fonti rinnovabili, gestita in seconda generazione da Vito e Federico Grassi, scommette su nuovi progetti di ricerca “green”. In tutto saranno cinque, per un investimento complessivo che supera i 3,2 milioni di euro e una partecipazione, per ciascun progetto, che va dal 4 al 14% dei costi complessivi.

Le isole energetiche per i paesi colpiti dalle calamità

Il più interessante è senza dubbio il progetto “Rays”, che sarà realizzato all’interno del programma di ricerca europeo Horizon 2020 in partnership con diverse università europee tra cui l’ateneo dell’Aquila. Rays è focalizzato sullo studio delle “isole energetiche”, sistemi autosufficienti basati su fonti rinnovabili. L’obiettivo è quello di mettere a punto strutture in grado di assicurare autonomia energetica a distretti remoti o piccoli contesti urbani anche in caso di eventi climatici avversi, come i terremoti, frane, alluvioni e slavine, che portano all’isolamento. Il progetto prevede la creazione di un dimostratore con due installazioni dello stesso tipo: una in Abruzzo a Tornimparte, per alimentare un palazzetto sportivo, la seconda in India.

Allo studio anche biocombustibili sostenibili

Il secondo progetto, “Biofeedstock” punta invece allo sviluppo di piattaforme tecnologiche per la valorizzazione di biomasse residuali attraverso schemi avanzati di trasformazione coerenti con i principi dell’economia circolare, come processi di bioraffinazione finalizzati alla produzione di “biocombustibili sostenibili” e bio-chemicals.

Start, un progetto tutto campano

“Start” è il nome del venturo impianto di micro-cogenerazione energeticache si avvarrà di altri stabilimenti diffusi sul territorio. Partner del progetto sono l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, l’Università degli Studi del Sannio, Atena Scarl e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).

Da Graded occhio di riguardo anche al benessere domestico

“Occupant” è invece il progetto che vede in campo, assieme alla società di Grassi, la Federico II e l’Università del Sannio, per lo studio e l’implementazione di soluzioni hi-tech volte a migliorare le condizioni di benessere e vivibilità degli ambienti all’interno degli spazi confinati degli edifici.

L’unione di più rinnovabili

Infine, “Heart” prevede lo sviluppo di prodotti hi-tech realizzati per la prima volta nelle regioni Campania, Calabria e Sicilia, con l’uso di una fonte multipla (per esempio metano con solare e altre rinnovabili) per la generazione distribuita di energia. Saranno coinvolte le università di Genova, Pisa e Viterbo.

Aziende e università gomito a gomito

“Prosegue la collaborazione con il sistema universitario già avviata da tempo e che ha contributo a trasformare un’impresa impiantistica nata 60 anni fa in un gruppo polivalente con business di punta nella Green Economy e un mercato passato da locale a internazionale”, ha dichiarato Vito Grassi, patron di Graded e presidente degli Industriali napoletani. “Lo sviluppo del nostro tessuto produttivo passa necessariamente attraverso un rapporto sempre più stretto tra imprese e mondo della ricerca: un binomio che permette di accrescere la propensione all’innovazione di prodotto, di processo e organizzativa delle imprese aumentandone il livello di competitività”, ha concluso.

 

 

Fonte: The Next Tech

Informatica, Reti, Risparmio energetico, Tecnologia

Il primo server sottomarino firmato Microsoft

Le aziende sono alla continua ricerca di soluzioni per lo storage dei dati affidabili e dalle prestazioni elevate. Allo stesso tempo, c’è la necessità che tali soluzioni siano sostenibili dal punto di vista ambientale. È questo che ha spinto Microsoft a sviluppare Project Natick, il primo data center sottomarino che contiene 864 server completamente alimentati da energia rinnovabile.

Un server sul fondo dell’oceano

A inizio mese, Microsoft ha collocato il suo primo data center sottomarino e autosufficiente, sul fondale oceanico vicino alle Isole Orkney in Scozia.Pressappoco delle dimensioni di un container, il data center tubolare contiene 864 server ed è collegato a un grande peso triangolare che lo fissa al fondo marino a oltre 30 metri al di sotto della superficie dell’oceano.

Secondo Microsoft, l’acqua oceanica, in media più fredda dell’aria ambientale, potrebbe abbattere i costi degli impianti di aria condizionata. La vicinanza degli oceani alle città dove risiede la maggior parte degli utilizzatori dei servizi cloud potrebbe inoltre comportare un aumento della velocità di fruizione di tali servizi.

Le isole Orkney sono state una scelta strategica per il primo data center poiché di interesse anche per altri progetti sperimentali di energia rinnovabile. Le isole ospitano il Centro europeo per l’energia marina, che sfrutta l’acqua naturalmente turbolenta per raccogliere l’energia delle maree, oltre a una notevole quantità di energia eolica generata sulla terra per creare il 100% di energia rinnovabile per l’isola. L’EMEC genera più che sufficiente energia per i 10.000 abitanti delle isole e un cavo collegato alla rete di Orkney Island alimenta il centro dati subacqueo di Microsoft.

Project Natick – 1 anno di test

Il team di ricercatori ne monitorerà il funzionamento per un anno, considerando anche la sostenibilità dal punto di vista economico, ambientale e logistico. Il progetto nasce in un orizzonte in cui il Cloud Computing è sempre più utilizzato e rappresenta un volano per la crescita economica, rendendo sempre più centrale il ruolo dei data center. Il posizionamento nell’oceano, inoltre, permette una maggiore contiguità rispetto agli utenti finali, dato che oltre la metà della popolazione vive entro 200 km dalla costa, riducendo così il tempo di latenza (ovvero il tempo necessario ai dati per viaggiare dalla fonte alla destinazione) e offrendo di conseguenza prestazioni migliori.

Secondo i primi test condotti da Microsoft, le capsule genererebbero solo un “quantitativo estremamente piccolo” di calore, poiché l’energia che utilizzano è quella delle correnti marine e non ci sarebbe alcuna dispersione di calore, a parte quella legata alla conversione dell’energia. I ricercatori dell’azienda hanno anche registrato con sensori acustici che il ticchettio delle testine dei dischi e il fruscio delle ventole è sovrastato dal rumore di un singolo gamberetto che nuota vicino la capsula.

 

Fonte: The Next Tech

Risparmio energetico, Tecnologia

Nessox, la batteria diventa liquida e si ricarica facendo il pieno

Premiata la startup bolognese Battery che che ha creato un prodotto per auto elettriche: permette una ricarica immediata sostituendo il liquido interno come in un rifornimento di carburante. E può avvalersi delle infrastrutture di distribuzione già esistenti

Alla fine ha vinto la batteria liquida per auto elettrica. Anzi, il nome del progetto è Bettery e si è aggiudicato la seconda edizione di Next Energy, promossa da Terna, Fondazione Cariplo e Cariplo Factory. Si porta a casa un voucher di 50.000 euro in servizi avendo battuto sul filo di lana gli altri dieci progetti selezionati all’interno della Call for Ideas.

Bettery, proposto nella categoria Smart Grid & Energy Storage, nasce a Bologna con l’idea di costruire una batteria liquida ecosostenibile. Sono serviti otto anni di ricerca assieme all’Università di Bologna a team di Francesca Soavi, per sviluppare e brevettare qualla che poi è stata battezzata Nessox (NEw Semi-Solid flow lithium OXygen battery). Permette una ricarica immediata sostituendo il liquido interno della batteria come in un rifornimento di carburante. Accumula energia in modo controllato da fonti rinnovabili e diventa un punto di ricarica, distributore del liquido per “fare il pieno” ad un veicolo elettrico che utilizzi la stessa tecnologia di batteria.

Fonte: Repubblica
Risparmio energetico, Tecnologia

Green Economy, entro il 2030 nuovi posti di lavoro

Buone notizie, per una volta, dal mercato del lavoro. Nell’ultimo report annuale dell’ILO, agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di “promuovere il lavoro dignitoso e produttivo in condizioni di libertà, uguaglianza, sicurezza e dignità umana per uomini e donne”, si legge che nel 2030 la green economy avrà sopperito alle perdite di posti di lavoro dell’industria tradizionale. Addirittura, secondo lo studio, ci sarà un surplus di nuovi assunti nel green, ben 24 milioni di persone, ben al di sopra di quanti, nello stesso periodo di tempo, rimarranno senza lavoro perché la propria attività industriale sarà nel frattempo stata sostituita e ottimizzata dalle nuove tecnologie.

Uno scenario più che ottimista, che è però legato a doppio filo alle politiche dei singoli governi, che saranno chiamati a promuovere in maniera decisa il passaggio ad un’economia sostenibile. La transizione da una produzione industriale tradizionale a una green porterà, allo stesso tempo, alla perdita di sei milioni di posti di lavoro in quelle industrie che fanno affidamento su una produzione basata sullo sfruttamento del carbone.

Si uscirà dalla povertà grazie alla Green Economy

“La green economy – ha detto Deborah Greenfield, direttore generale dell’ILO – permetterà a milioni di persone di uscire dalla povertà e garantirà condizioni di vita migliori alle generazioni future”. Attenzione, però, avverte la Greenfield: molto dipenderà anche dalla salute del nostro ambiente. La crescita delle temperature e il cambiamento climatico preoccupano l’agenzia, la quale prevede che questi fattori porteranno ad una diminuzione del 2% delle ore di lavoro globali nel 2030.

Andando poi ad analizzare nello specifico i diversi settori, l’ILO stima che quasi tutti i 163 tipi di lavoro analizzati trarranno beneficio dalla svolta green, ma in 14 di questi causerà la perdita di almeno 10 mila posti di lavoro ciascuno in tutto il mondo. Due settori in particolare, quello dell’estrazione del petrolio e della raffinazione, lasceranno senza occupazione almeno un milione di lavoratori.

I Paesi che più beneficeranno della svolta green

Se i Paesi terranno insomma fede agli accordi di Parigi firmati a dicembre 2015, mantenendo l’aumento delle temperature al di sotto dei due gradi centigradi, le opportunità di lavoro saranno notevoli. Un attore fondamentale sarà anche il settore privato: basti pensare alla produzione di auto elettriche o alla costruzione di edifici efficienti dal punto di vista energetico, settori in cui l’iniziativa privata ha dimostrato di poter dare un impulso decisivo.

I maggiori benefici della svolta green andranno all’Asia e ai Paesi del Pacifico, con 14 milioni di nuovi posti di lavoro, seguiti dalle Americhe (3 milioni) e dall’Europa (2 milioni). Saldo negativo invece per il Medio Oriente (meno 0,48%) e per l’Africa (meno 0,04%): questi ultimi due continenti sono infatti quelli che fanno maggior affidamento nell’estrazione di combustibili fossili. “Sarà fondamentale aiutare i Paesi con economie più fragili a superare i potenziali problemi di perdita di lavoro sul breve periodo – spiega Catherine Saget, autrice del report – favorendo il dialogo tra lavoratori, imprese e sindacati, in modo da portare avanti di pari passi obiettivi economi e ambientali”.

 

Misure necessarie a favorire la transizione includono anche un solido welfare sociale e la limitazione all’uso di combustibili fossili. “Queste misure, se adottate nei modi e tempi necessari – si legge nel report – porteranno a una crescita economica più rapida e anche più strutturata, stipendi più equi e, allo stesso tempo, meno emissioni nocive per l’ambiente”.

Lo studio si chiude con un invito alle forze politiche dei vari governi a prevedere una formazione professionale in grado di facilitare la transizione dei lavoratori verso la green economy. Saranno in grado di farlo?

 

Fonte: The Next Tech

Risparmio energetico, Senza categoria, Tecnologia

Enel punta sulla termoelettricità

Enel prosegue nel suo progetto di espansione tecnologica e apre un nuovo Innovaton Hub&Lab a Pisa. Lo spazio ospiterà startup e imprese che collaborano attivamente con il Gruppo nella realizzazione di progetti dedicati alla termoelettricità.

L’innovazione che passa per la termo-elettricità

L’Innovation Hub&Lab di Pisa comunicherà con gli ecosistemi di innovazione e lavorerà sulle principali sfide della Thermal Generation, mettendo a disposizione le proprie competenze, asset industriali e risorse. Obiettivo? Messa a punto, test e implementazione di tecnologie innovative nel settore. Come l’Industrial Internet of Things (IoT), i Big data, l’Artificial Intelligence, la robotica, le tecnologie a supporto della safety e dell’ambiente.

Ospiti dell’inaugurazione Enrico Viale, responsabile Global Thermal Generation di Enel, ed Ernesto Ciorra, responsabile Innovability di Enel. Insieme a loro anche Eugenio Giani, Presidente del Consiglio della Regione Toscana, e Giuseppe Forte, Assessore del Comune di Pisa.

“Una porta di ingresso”, così l’ha definita Enrico Viale, “per nuovi partner e soluzioni da introdurre nella flotta degli impianti Enel così da aumentare la nostra competitività e sostenibilità”. Una soluzione che Enel ha già sperimentato, e con successo, nei più importanti ecosistemi dell’innovazione mondiale. Tel Aviv, San Francisco, Rio de Janeiro, Mosca, Santiago del Cile, Catania, Madrid e adesso anche Pisa.

“L’Italia rappresenta un importante bacino di innovazione, su cui Enel ha e continuerà a investire con iniziative finalizzate a supportare l’imprenditorialità e la ricerca tecnologica”, ha aggiunto Ernesto Ciorra. “Solo in Italia, Enel potrà contare su 3 Innovation Hub per stimolare le collaborazioni con le migliori startup sul territorio nazionale. Gli Hub italiani saranno inoltre interconnessi con la rete di Innovation Hub internazionali che il Gruppo ha creato nelle aree ad alto tasso di innovazione nel mondo, con l’obiettivo di favorire l’internazionalizzazione e lo scambio costante di idee”.

Testimonianze di successo

L’evento è stato poi arricchito dalle testimonianze di due i partner di Enel che hanno raccontato come nasce e si sviluppa la collaborazione con il gigante dell’energia.

Da un lato D-air Lab, startup innovativa collegata a Dainese che ha sviluppato un dispositivo di protezione individuale basato sulla tecnologia D-air®, l’airbag di protezione già commercializzato per il mondo del motociclismo e dello sport e adesso impiegato anche per la protezione dei lavoratori a rischio cadute.

Dall’altro Rotork Instruments Wireless, società del gruppo Rotork, leader mondiale nella produzione di attuatori e sistemi per il controllo dei fluidi che recentemente ha acquisito la startup israeliana Eltav, che realizza sensori wireless per il monitoraggio e controllo da remoto di valvole in impianto.

Due testimonianze diverse che hanno in comune una collaborazione di successo. D-air Lab ha realizzato il proprio prodotto per un settore completamente diverso da quello in cui opera Enel, ma oggi è in fase di applicazione. Mentre Eltav, una piccola realtà intercettata e supportato tramite l’hub di Tel Aviv, è cresciuta sul mercato fino all’acquisizione da parte della multinazionale Rotork.

 

Fonte: The Next Tech

domotica
Risparmio energetico

Cos’è la domotica e come funziona

Domotica nasce dall’unione di due parole: Domus dal latino casa e Robotica. La domotica è la scienza che studia le tecnologie volte a migliorare la qualità della vita nella casa e più in generale negli ambienti.
Quest’area richiede l’apporto di molte tecnologie e professionalità, tra le quali: ingegneria energetica, automazione, elettrotecnica, elettronica, ingegneria edile, architettura, telecomunicazioni, informatica e design.

Il funzionamento della domotica si basa su:

  • facilità di utilizzo,
  • affidabilità,
  • risparmio energetico,
  • automazione.

Quando si parla di automazioni, il funzionamento della domotica è tale da consentire la totale gestione di apparecchi e sistemi come:

Apparecchi elettronici:

  • lavatrice e asciugatrice,
  • lavastoviglie,
  • frigoriferi e congelatori,
  • cucine e forni,
  • apparecchi idrosanitari, sauna ecc.

Sistemi di sicurezza:

  • videocamere di sicurezza,
  • gestione accessi, protezione antifurto, antintrusione, perimetrale
  • protezione antincendio, antiallagamento, da fumo o fughe di gas
  • telesoccorso e teleassistenza di persone sole, anziane, disabili o ammalate

Sistemi di comunicazione:

  • videocitofoni,
  • telefono analogico o VOIP,
  • segreteria telefonica,
  • e-mail,
  • fax,
  • SMS.

Sistemi di gestione dell’ambiente:

  • climatizzazione (regolazione della temperatura, della velocità e dell’umidità dell’aria),
  • riscaldamento dell’acqua (grazie a timer e termostati),
  • illuminazione automatica (grazie a sensori di movimento che percepiscono l’apertura di una porta o l’ingresso di una persona nella stanza),
  • irrigazione del giardino,
  • gestione della piscina.

Il sistema di sensori e attuatori

casa domotica

la casa intelligente con la domotica

Nel caso specifico delle automazioni, il funzionamento della domotica si basa su un sistema di sensori e attuatori.

L’esempio più banale è dato da un sensore di movimento che rileva l’apertura di una porta per poi inviare un segnale all’unità attuatrice che provvederà ad accedere le luci.

Così come avviene con l’illuminazione, grazie al sistema di sensori e attuatori, sarà possibile ottimizzare la gestione della termoregolazione dei singoli locali abitativi in funzione dei cambiamenti ambientali con una costante verifica dei consumi energetici.
Gli stessi standard di qualità e risparmio si applicano al sistema di generazione dell’acqua calda per uso sanitario, sia esso uno scaldabagno, una caldaia o dei pannelli solari.

Con la domotica scompare il semplice interruttore manuale che viene rimpiazzato dal sistema elettronico, dal sensore, dall’attuatore o da un sistema gestionale di altro genere. La domotica può controllare le tempistiche di apertura o chiusura di tende, porte o tapparelle così come può gestire le comunicazioni: videocitofoni, videocamere di sicurezza, telefonate, e-mail e molto altro.

Anche questa volta possiamo aiutare la comprensione di questi meccanismi con un semplice esempio: mettiamo che in casa non c’è nessuno, siete usciti e avete lasciato l’antifurto attivo ma volete consentire l’ingresso a un ospite. Questo busserà al citofono di casa che, grazie alla domotica, arriverà sul vostro smartphone e con un controller potrete disattivare l’antifurto e aprire le porte d’ingresso.

La casa intelligente

La casa intelligente può essere controllata dall’utente tramite opportune interfacce come: pulsanti, touch screen, riconoscimento vocale, telecomandi, tastiere; che realizzano il contatto (invio di comandi e ricezione informazioni), con il sistema intelligente di controllo, basato su un’unità computerizzata centrale oppure su un sistema a intelligenza distribuita.

I diversi componenti del sistema sono connessi tra di loro e con il sistema di controllo tramite vari tipi di interconnessione (ad esempio: rete locale, onde convogliate, onde radio, bus dedicato, ecc.).
È stato sviluppato il protocollo wireless Z-Wave per l’interconnessione dei diversi componenti in un ambiente domotico.

Il funzionamento di tale meccanismo è garantito da un gateway che fornisce una connessione permanente a banda larga che consente l’accesso a internet alle apparecchiature domotiche e o ai computer dell’abitazione così da consentire la trasmissione di dati e il controllo remoto a distanza.

 

Relamping lcon tecnologia a ed
Risparmio energetico

Relamping LED perchè conviene?

Un intervento di relamping LED può far risparmiare dal 40% al 60% sulla bolletta elettrica. E poi ci sono il risparmio sulla manutenzione, che arriva addirittura all’80% della spesa, e le detrazioni fiscali previste per le riqualificazioni energetiche. Il tutto a parità di luce emessa, e in qualche caso con un miglioramento del comfort.

Cos’è il relamping LED?

Relamping significa semplicemente sostituire una lampadina con una nuova, dando per scontato e sottinteso che la nuova faccia risparmiare. Se si parla di relamping LED vuol dire che le lampade nuove sono del tipo Light Emitting Diode, una tecnologia che offre vantaggiosi benefici.
LED dall’inglese Light Emitting Diode o diodo a emissione di luce è un dispositivo optoelettronico, che sfrutta la capacità di alcuni materiali semiconduttori di produrre fotoni attraverso un fenomeno di emissione spontanea.

I vantaggi dell’illuminazione a LED

  • Consumi ridotti

    Le lampade LED consumano di meno rispetto a quelle tradizionali alogene a ioduri metallici o al neon.

  • Durata nel tempo

    L’altro vantaggio è che durano di più, anche 10 e più anni considerato un tempo di accensione medio di 2000 ore l’anno (risparmio sulla manutenzione).

  • Risparmio sulla manutenzione

    Il risparmio sulla manutenzione arriva addirittura all’80% della spesa, la tecnologia a LED costa di più, ma se si fanno bene i conti e si aggiunge l’ecobonus fiscale un relamping LED è un affare coi fiocchi.

  • Facilità d’installazione

    Altra caratteristica di un relamping LED è la facilità con cui si può attuare.
    Trattandosi di un intervento plug&play non servono interventi o modifiche all’impianto elettrico esistente:
    si toglie la lampadina vecchia e si mette quella nuova.

Normalmente un relamping LED inizia con una diagnosi energetica dell’esistente (analisi dei consumi) a cui segue la redazione di un progetto di un progetto di efficientamento che permette di comparare i risparmi ottenibili con la nuova illuminazione e il tempo di ammortamento della spesa.

I vantaggi sono anche per l’ambiente

Con un relamping LED dei più semplici, per esempio la sostituzione di una plafoniera neon con una plafoniera LED, si evita l’immissione in atmosfera di circa 225 kg di CO2; l’equivalente di anidride carbonica assorbita da nove piante di abete in un anno.

Se volete fare il relamping LED di casa vostra o della vostra azienda

Chiamateci per preventivi gratuiti, i nostri operatori saranno a vostra disposizione per chiarire dubbi e venire in contro alle vostre necessità.